martedì 25 giugno 2013

Rubare le caramelle ai bambini...


E’ la tipica locuzione che si usa quando si utilizza per indicare un’operazione molto facile da realizzare, oppure quando si vuole approfittare della grande ingenuita’ di qualcuno. Oggi mentre stavamo uscendo in barca stavo ripensando all’accodo che ho stipulato con il pescatore che ci scarrozza per l’oceano indiano e devo dire che mi sono sentito un po’ carogna…

La scorsa settimana siamo passati ad Ouroveni per cercare un posto dove dormire e per trovare una barca con cui effettuare le uscite. Ho ritrovato il mio vecchio pescatore e Sabena, il nostro mediatore che parla correttamente inglese, e dopo un lungo preambolo, in cui ci siamo informati sulle condizioni meteo generali (non buone) siamo arrivati al dunque, in altre parole ai soldi. Il mio pescatore resta qualche secondo in silenzio dando l’impressione che stia facendo dei conti a mente e poi spara una cifra esorbitante per ogni giorno di uscita, 60 euro.

Mi scappa un sorriso ironico e capisco immediatamente che non ha pensato a nulla, ma ha solo sparato un prezzaccio alto. Io di solito non sono molto bravo nell’arte della contrattazione, ma in lingua inglese devo dire che me la cavo abbastanza bene. Mi rivolgo direttamente a Sabena e comincio un lungo discorso sulle difficili condizioni meteo che al momento ci sono, sul fatto che abbiamo un budget limitato, ma che possiamo venirci incontro facendo una scommessa.

Nessuno puo’ prevedere come sara’ il tempo la prossima settimana, ma io sono disposto a pagare una certa cifra per tutta la settimana, sia che si usi la barca tutti i giorni, o che la si usi solamente un giorno. Ecco il momento in cui riesco a gabbarlo: appena gli prospetto la possibilita’ (fasulla) che qualche giorno non userà la barca e lui guadagnera’ dei soldi senza lavorare lui abbocca immediatamente.

Mi stringe la mano senza nemmeno considerare l’altra possibilita’, ovvero che lavorera’ tutta la settimana e vi confesso che mi sento un po’ una carogna, perche’ mi accorgo che il mio pescatore non ha gli strumenti per poter comprendere la fregatura che gli ho appena rifilato, avendo in qualche modo approfittato della sua ingenuita’ e mi sento un po’ una carogna…

lunedì 24 giugno 2013

Condominio...


Oggi e’ stato il primo giorno di uscita ad Ouroveni, un villaggio situato all’estremo sud. La giornata di oggi e’ stata abbastanza brutta in barca, con forte vento e pochissime possibilita’ di lavorare e dopo la pioggia abbiamo ben pensato di rientrare a casa. Al pomeriggio abbiamo fatto una piccola passeggiata e sollevando gli occhi non posso non notare un enorme condominio di piccoli esseri. Penserete voi che si tratti dei classici insetti sociali come formiche, api o vespe. Invece no, si tratta di ragni. All’inizio non ci credevo, ma poi osservando bene mi sono dovuto ricredere. Praticamente tra i cavi elettrici ed un albero hanno trovato posto per costruire la loro casetta decine di ragni…


domenica 23 giugno 2013

La sicurezza sul lavoro...


In Europa ed in Italia esistono delle regole precise per la sicurezza sul lavoro, che spesso si riassumono nelle fantomatiche norme ISO emesse dall’ Organizzazione Internazionale della Normazione (International Organization for Standardization). Queste regole stabiliscono il vestiario, le protezioni, e tutto cio’ che concernono il modo di lavorare in piena e totale sicurezza. Qui, in questa parte di Africa, la sicurezza e’ solo una parola e ora ve ne do qualche esempio interessante…

Dal villaggio di Ourveni, dove mi trovo in questi giorni, e’ possibile prendere una barca, molto simile a quella che uso per il mio lavoro, per poter andare nell’isola vicina di Moheli o di Anjuan. Il mezzo in questione normalmente trasporta fino ad un massimo di 5 persone, mentre quando la stessa barca deve compiere la strada per Moheli saltano tutte le possibili regole che voi possiate anche solo immaginare. La barca, come per magia, e’ in grado di’ portare fino a 8 o 10 persone comprese merci di ogni genere, dal cibo, ai vestiti, al pollame, una volta mi hanno detto che hanno portato una mucca! Potete capire il mio supremo stupore ma loro mi hanno risposto tranquillamente che la fanno salire a forza e poi le legano il corpo, le zampe e la testa in modo che non scalci.

La mia domanda, banale e scontata e’ se ci siano mai dei salvagenti o mezzi di segnalazione a bordo. La risposta e’ stata ovviamente negativa e ho chiesto se loro mai avessero pensato che ci sia la possibilita’ di incidenti, rovesciamento della barca, morti e feriti. In quel momento si fa avanti il padrone di casa, dove siamo ospiti e ci dice ridendo che un mese fa mentre era in barca per Anjuan (una delle isole) la barca si e’ capovolta perdendo tutto in mare e lui e’ rimasto 4 giorni attaccato alla barca rovesciata completamente alla deriva. E’ stato salvato da alcuni pescatori ed e’ stato fortunato che la corrente non lo ha trascinato in oceano aperto.

La cosa che all’inizio mi lasciava basito era la naturalezza con cui mi parlava del suo salvataggio, ma poi effettivamente ho pensato che per loro tutto e’ gia’ scritto e qualunque cosa accada e’ il volere dell’altissimo che va semplicemente accettato… 

sabato 22 giugno 2013

Distanze...


La distanza e’ la misura della lontananza tra due punti nello spazio. Sembra essere una misura assoluta, ma il tempo che impieghiamo per percorrere questa misura quello rende ai nostri occhi ogni distanza relativa. La stessa lunghezza percorsa in bici o in auto puo’ risultare diversa ai nostri sensi. Oggi mentre eravamo in barca assieme a Juma mi sono reso conto di quanto sia relativo il concetto di distanza…

Dopo il nostro giro in barca abbiamo avvisato il nostro pescatore che la settimana prossima saremo al villaggio di Ouroveni. Lui ci chiede se e’ molto lontano; io rimango interdetto e gli rispondo che e’ all’estremo sud dell’isola. Lui guarda verso sud e poi mi chiede se ci andiamo in aereo fino a li.

E’ stato allora che mi sono ricordato di una cosa che mi disse una mia studentessa lo scorso anno. Rukku, la tesista dello scorso anno, una volta porto’ in barca una piccola guida per riconoscere i cetacei e Juma vide per la prima volta una mappa del mondo e le chiese dove erano le Comore! Si avete letto bene, Juma non sapeva dove fosse il suo posto nel mondo.

Allora chiesi a Juma se aveva mai visto Ouroveni e la risposta non lascia scampo: “ Juma toujours Moroni et Itsandra” (Juma sempre a Moroni e Itsandra). Il resto della sua stessa isola e’ ignoto; e’ chiaro che per lui anche spostarsi in un altro villaggio e’ un viaggio verso un altro continente, da andarci in aereo. Mi ha fatto una tenerezza immensa assieme ad una profonda tristezza; chissa’ come sarebbe la sua vita se solo avesse avuto qualche strumento in piu’ per affrontare il mondo… 

venerdì 21 giugno 2013

Ouroveni ... di nuovo...


Oggi sono sceso assieme agli studenti ad Ouroveni, un villaggio all’estremo sud dell’isola per accordarci su prezzi della barca, alloggio e altre cose ovviamente prendendo un trasporto locale, un affollatissimo bus in cui siamo stipati come sardine!






Il viaggio prosegue per il meglio, immersi nel chiasso e nella scomodita’, finche arriviamo al villaggio ed e’ subito festa. Tutti si ricordano di me, del “Crazy Muzungu” che dormiva in un villaggio; Sabena, Sheitan, Inussa e la meravigliosa famiglia che mi ha accolto il primo anno, tutti vengono per salutarmi. Ma la piu’ grande sorpresa e’ la casa dove alloggiavo e dove alloggeremo. Il primo anno era un insieme di quattro mura senza porte e finestre, senza una parte di tetto ed in mezzo a calcinacci e cemento abbiamo messo una tenda. Adesso e’ una casa finita completamente dove ci sono addirittura due stanze con i letti che possiamo usare, e’ arrivata la corrente elettrica, e funziona pure internet.

Non e’ piu’ il luogo estremo che ricordavo, ma preferisco sia cosi’ per i miei studenti. Mentre passeggio all’esterno della casa vedo che hanno fatto addirittura il bagno nuovo con la vasca, ma la noce di cocco per pulirsi (vedi qui per info), quella non manca mai…