martedì 18 giugno 2013

La danza della pioggia...


Oggi mentre andavamo verso il porto avevo una strana sensazione e le nuvole in cielo sicuramente non mi confortavano; ho avuto la tentazione di tornare indietro, ma un tentativo di uscita dobbiamo sempre farlo. Appena arriviamo al porto mi guardo attorno e appoggio i piedi prima nella sabbia umida della notte e poi lascio che una piccola onda, lenta e calda, risalga e mi bagni le dita dei piedi, che affondano dolcemente nella sabbia biancastra.

Poco dopo sento una piccola goccia che si appoggia delicatamente sulla mia testa e osservo le nuvole sopra di me, gonfie, cariche di pioggia pronte a rilasciare tutta la loro tristezza sulla terra. Ci portiamo sotto una grossa tettoia e poco dopo comincia uno scroscio assordante mentre lentamente le donne escono sotto la pioggia, riparandosi i capelli con un velo, non curanti dell’acqua che incessante cade sopra di loro…


lunedì 17 giugno 2013

Le isole della luna...


Le isole Comore, dove in questo periodo mi trovo per lavoro (lo so benissimo che i miei lettori pensano che io sia sempre in vacanza ma alle volte lavoro anch’io), sono un ex possedimento francese. Il loro nome deriva dalla parola araba "Qumr" (Luna) che gli arabi shiraziti devono aver pronunciato impressionati quando hanno volto lo sguardo al cielo notturno e visto la luna piena che illuminava tutto a giorno facendo sparire le stelle.


L’arcipelago e’ composto da 4 isole di cui attualmente 3 indipendenti mentre una, Mayotte (o Maore) e’ rimasta possedimento francese. Data la massima “tutto il mondo e’ paese” ho chiesto ad Artadji, il mio vecchio studente” se ci sono alcuni aneddoti interessanti e mi ha detto che ogni comoriano ha una diversa inclinazione a seconda dell’isola da cui proviene, sentite un po…

Ngazidja: L’isola maggiore, sede della capitale delle Comore, Moroni. Gli abitanti dell’isola cercano di essere importanti e si sentono realizzati quando vengono riconosciuti come persona in gamba.

Anjuan: l’isola commerciale, qui si parla solo di affari. Prima o poi parlando con loro si arrivera’ ai soldi e ad un ragionevole tasso di profitto.

Moheli: L’isola sede del parco marino fornisce i piu’ forti, testardi (o guguru in lingua comoriana) e tenaci lavoratori delle Comore.

Mayotte: Artadji si sta alzando e gli chiedo che cosa si dice delle persone che vivono a Maore e lui fa una smorfia di fastidio e mi risponde semplicemente “sleep”. A voi trarne le conseguenze… 

domenica 16 giugno 2013

Psicoterapia...


La parola “psicoterapia” deriva dal greco e significa “cura dell’anima”. E’ una terapia realizzata con strumenti come il colloquio, che cerca di stimolare un cambiamento consapevole di uno stato di malessere psicologico. Nel nostro immaginario vediamo un lettino, e lo psicoterapeuta che ascolta la storia della nostra vita (che in veneziano si chiama “la storia dell’orso”) e cerca di aiutarci a superare ansie, paure e depressioni.

In questo posto sperduto nel mezzo del canale de Mozambico dove mi trovo, alle volte attraverso dei momenti difficili, in cui non sai bene che pesci pigliare e ti guardi attorno smarrito cercando le risposte a quelle domande che forse era meglio non farsi mai (ma siano sempre benedette quelle domande).

In questi momenti so benissimo cosa fare. Raccolgo le mie cose nella mia sacca di pelle marrone, prendo il mio quaderno, dove annoto sempre tutto, e mi dirigo passeggiando lungo la costa fino ad una grande piazza vicino ad una grande moschea bianca; supero questa moschea e sulla destra sotto un portico c’e’ l’ingresso del mio psicoterapeuta. All’ingresso mi pulisco delicatamente i piedi sullo zerbino e pronuncio un delicato “Namascar” (saluto indiano fatto con le mani giunte davanti al petto, significa “saluto il divino che e’ in te”). La figura seduta all’interno mi saluta con sorriso mentre pronuncia il suo Namascar e mi indica una sedia dove accomodarmi.

Io mi siedo con calma, tutto il resto del mondo e’ all’esterno con il suo rumore, caos, problemi, ansie e paure; io sono seduto li’ e tutto svanisce. Il Mercante di Pietre mi chiede semplicemente “come va?” e comincia il mio racconto di parole, quasi un fiume in piena e lui sa benissimo, da consumato dottore dell’anima,  dove portarmi con le parole, sa di cosa ho bisogno; lui, come uno sciamano, “sente” quali sono le risposte alle mie domande (che forse era meglio non farsi mai) e semplicemente sorridendo mi da le risposte…

sabato 15 giugno 2013

Taxi Driver III...


Continuo la serie delle situazioni a dir poco strane con i tassisti comoriani.

Ieri sera siamo usciti a cena e per tornare a casa abbiamo deciso di prendere un taxi, solo che dobbiamo cercarlo vuoto dato che siamo in quattro. Dopo tre tentativi a vuoto, si ferma un taxi con a bordo altre due persone; sto per dire al tassista che siamo in troppi, ma lui mi coglie completamente di sorpresa: esce dal taxi e mi fa cenno di mettermi alla guida. Rimango senza parole e declino gentilmente l’offerta anche perche’ dopo essere arrivato a casa dove avrei dovuto lasciare il taxi?

Ho notato che non tutti i tassisti comoriani sono molto istruiti, soprattutto noto alcune difficolta’ nell’effettuare le piu’ semplici operazioni. Il costo per una corsa e’ di circa 300 franchi comoriani (0,60 euro) e quando siamo in 4 a prenderlo dovremo pagare 1200 franchi. Spesso il tassista non sa fare 300X4 e alla domanda “quanto le devo?” si vede che fa una fatica immensa nella moltiplicazione e poi alla fine ci risponde quasi sempre “1000”. Alla fine credo di aver capito che il guidatore sa che il risultato della moltiplicazione 300X4 e’ superiore  1000 ma non sa precisamente quanto sia, quindi per non sbagliare ci fa pagare  1000 franchi comoriani. Se il tassista vi fa pagare 1200 franchi vi sconsiglio caldamente di pagare 2200 per farvi dare il resto di 1000… Potreste perdere i migliori anni della vostra vita mentre cerca di fare la sottrazione a mente…

Ultima chicca riguarda il trattamento cui spesso siamo sottoposti. Quando siamo in quattro e fermiamo un taxi con dentro gia’ un passeggero, quasi sempre il tassista fa scendere il passeggero e imbarca noi quattro seguendo il semplice ragionamento “Meglio quattro passeggeri paganti sicuri che uno solo!”. Mica stupido…

venerdì 14 giugno 2013

Buona la seconda...


Direbbe un regista di fronte alla serie di imprevisti che stiamo passando: sette giorni senza bagagli, poi ho avuto la febbre e adesso finalmente con ben 10 giorni di ritardo su ogni possibile tabella di marcia riprendiamo la nostra attivita’, sperando che questa volta sia la volta buona.

Ci svegliamo al solito alle 04:00 e dopo il nostro solito tragitto notturno giungiamo alla baia di Itsandra dove Djoumoi ci attende pronto per partire. L’uscita non da i frutti sperati, ma non importa, solcare nuovamente l’oceano Indiano e’ una cosa meravigliosa…

giovedì 13 giugno 2013

Taxi Driver II...


Riflettevo in questi giorni, in cui non posso fare altro che rimanere chiuso in casa, sui tassisti che in questi giorni ci hanno trasportato in giro per Moroni, oltre a Issa, il nostro guidatore di fiducia. Vi racconto alcuni esempi abbastanza esaustivi...

Quando chiami il taxi si comunica la destinazione al guidatore e se il luogo corrisponde piu’ o meno al percorso che deve fare la vettura allora si sale. Tempo fa chiesi ad un tassista di portarmi in un preciso posto che non conosceva. Alla risposta negativa nominai altri due diversi posti nelle vicinanze senza risultato: alla fine mi sono arreso e mi sono fatto portare ad un quarto posto a oltre 500 metri dalla mia destinazione…

Una mattina noi prendemmo un taxi, dove credo fosse presente la moglie del tassista, che in seguito scoprii essere il suo navigatore. Chiedemmo di essere portati a “Nassib Itsandra”. Il tassista discusse con la donna e poi ci porto’ da Nassib, ma a Moroni, da tutt’altra parte. Dopo essere stato letteralmente “insaccato” di insulti in comoriano e in francese la donna lo ha guidato fino a corretta  destinazione…

mercoledì 12 giugno 2013

Vestiario...


Nei giorni in cui ero senza bagaglio e migliaia di miglia da casa ammetto di aver avuto un certo sconforto. Nell’attesa mi sono comprato un cambio di biancheria intima, una maglietta, un paio di pantaloncini e il necessario per lavarsi.

Ogni giorno mi sono lavato i vestiti il mattino cosi’ da avere un cambio pronto per il giorno dopo. Mentre lavavo, riflettevo alle persone qui alle Comore che spesso vedo sempre con lo stesso vestiario, lavato ogni giorno per il successivo, ci credo che dopo poco tempo un capo scolorisca o peggio si stracci.

E’ stato come essere colpito da un fulmine, ho rivisto nella mia mente le immagini di milioni di profughi che scappano da paesi dove imperversano la fame e la guerra con solo poche cose, oppure alle migliaia d’immigrati che arrivano in Italia con niente.

Mentre stavo lavando per un attimo ho pensato alla mia fortuna; io vivo tutto questo con incosciente spirito di avventura, sapendo che prima o poi finira’ e tornero’ nel mio comodo occidente pieno di servizi mentre loro rimarranno qui probabilmente per sempre e vi confesso che ho provato vergogna…

martedì 11 giugno 2013

Febbre...


La febbre e’ una reazione normale del nostro organismo quando qualcosa non va’ nel nostro organismo. In questi momenti di solito non riusciamo a reagire al meglio agli stimoli esterni e preferiremmo essere a casa nel nostro letto piuttosto che a migliaia di miglia da casa. Ma coma dice Daniele, un mio collega, “anche questo … fa parte del gioco”…

lunedì 10 giugno 2013

Lavoro...


Oggi finalmente si comincia, dopo tante attese e ritardi, oggi cominciamo il lavoro sul campo con dieci giorni da recuperare sulla tabella di marcia. La sveglia suona come un martello alle 04:00 e sento che qualcosa non funziona come dovrebbe, ma non me ne curo.

Dopo l’uscita in barca (per la cronaca infruttuosa) le brutte sensazioni che avevo al mattino si rivelano fondate, dato che nonostante il caldo non sto sudando e appena arrivo a casa il termometro mi da la sua sentenza; ho la febbre e quindi dobbiamo annullare l’uscita di domani. Mentre mi corico, penso alla mia Baraka un tempo fortunata, e mi chiedo perche’ mi abbia abbandonato…


domenica 9 giugno 2013

Little Ramadam...


Il Ramadam e’ uno dei cinque pilastri su cui poggia la religione islamica ed e’ il mese in cui si effettua il digiuno purificatore. Ma prima di questo c’e’ un momento particolare chiamato Miraj, in cui tutti i fedeli effettuano un solo giorno di digiuno; per noi infedeli un piccolo assaggio di quello che succederà…

sabato 8 giugno 2013

Equipaggiamento...

Oggi giornata tranquilla; recupero equipaggiamento e ultimi controlli prima di cominciare le uscite in barca. Nel pomeriggio una piacevole discussione con Djumoi, il nostro pescatore di fiducia ad Itsandra, per stabilire il prezzo e modalita’ delle uscite. Direi che oramai siamo a buon punto…

venerdì 7 giugno 2013

Tecnologia...


La tecnologia e’ entrata in modo direi prepotente nella vita di noi europei. Viviamo oramai circondati da tecnologia che agevola non poco la nostra vita quotidiana. Pensiamo ad esempio alla possibilità’ di poterci muovere rapidamente, alla comunicazione, a tutti i piccoli elettrodomestici che troviamo in casa.

Qui alle Comore ho spesso notato come i locali ricerchino molta di questa tecnologia non per poterla usare, ma spesso per poterla ostentare. A che serve una lavastoviglie se non hai energia elettrica o una lavatrice se non hai delle tubature cui attaccarla?

Ieri mentre aspettavamo i nostri bagagli, abbiamo avuto come una visione. Abbiamo visto un comoriano con una cornetta in mano. Ho guardato meglio e non era un cellulare quello che abbiamo visto, ma una vera cornetta telefonica collegata a un telefono con antenna, un antenato in carne ed ossa del cellulare solo un po’ scomodo da usare. Ma il meglio arriva con la battuta di Roberta: “se vediamo uno con una video camera che lo sta seguendo e’ la web-cam per la video chiamata”.

giovedì 6 giugno 2013

In the end … You win!


Cosi’ recitava il finale di una bellissima frase pronunciata da Gandhi: “First they ignore you, then they laugh at you, then they fight you and in the end you win” (all’inizio di ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono e alla fine tu vinci). Certo, la situazione in cui la sto usando è molto diversa dalla lotta per l’indipendenza di un paese, ma alla fine, dopo tanto penare, i nostri bagagli sono finalmente arrivati…

La mattinata si è aperta con un piccolo comico siparietto. Incontriamo Aziz, del personale dell’università che ci è venuto a prendere il primo giorno, che nota la maglia di Gennaro, la stessa che aveva il giorno del nostro arrivo. Alla notizia che i nostri bagagli non sono ancora arrivati, la indica sorridendo e gli dice “Mi ricordo di questa maglia, la indossavi anche il primo giorno” dandogli dello straccione; se arrivi a farti prendere in giro dagli africani su questo pensato quanto potevamo essere mal ridotti…

Dopo una breve discussione ecco finalmente arrivare il nostro guidatore, Issa (il corrispettivo per gli islamici di cristo), ma noi notiamo subito che manca una cosa fondamentale per andare all’aeroporto; il furgone. Inussa, che possiede occhio di falco, orecchie da lince, non se ne accorge minimamente ma entra nell’ufficio per farsi dare le chiavi, esce e quando finalmente si accorge che il furgone non c’e’ ci guarda con sguardo smarrito e allarga le braccia sconsolato, ma non si perde d’animo e comincia una lunga ed estenuante caccia al tesoro…

Inussa comincia a cercare il furgone in ogni angolo dell’universita’, all’esterno, chiede negli uffici, ma il meglio lo da quando entra nel negozio che vende bevande all’interno dell’universtia’ e quando ne esce ci guarda allargando le braccia! Pensava che qualcuno potesse nascondergli il furgone dentro al negozio!

Dopo una buona ora di ricerca, alla quale si aggiunge una seconda persona, il furgone è finalmente trovato. Raggiungiamo l’aeroporto comunque contenti per le comiche cui abbiamo assistito e dopo la solita lunga, estenuante, penosa attesa ecco finalmente i nostri bagagli. Dopo il rientro a casa, una doccia ed un cambio pulito decidiamo di concederci una bella cena in un ristornate sulla spiaggia non prima di ricevere una telefonata improvvisa da Mr World Bank, il nostro diplomatico di fiducia, che mi chiede se va tutto bene. Dato che i bagagli sono arrivati direi che il suo passaporto blu deve aver avuto un certo peso…

mercoledì 5 giugno 2013

Truppa...


Come vi dicevo qualche giorno fa anche quest’anno non sono da solo in quest’avventura africana, ma mi seguono tre studenti che devono effettuare la raccolta dati ed eccoci nella nostra casa poco prima di mangiare, seduti sul “divano-letto”. Alle spalle Gennaro, e seduti da sinistra Roberta, Sara e poi c’e’ il vostro narratore, con molta barba e pochi capelli…


martedì 4 giugno 2013

World Bank...


Oggi potrebbe essere il gran giorno, in cui arriveranno i nostri bagagli. Contiamo oramai i giorni e ne sono passati gia’ cinque dal nostro arrivo e, a parte Sara che deve avere una Baraka più forte della mia (poiché le sono arrivati i bagagli), ci siamo attrezzati per questi giorni comprando qualche capo di vestiario.

Arriviamo all’aeroporto e dopo una lunga attesa anche questa volta dei bagagli nessuna traccia. Mentre sto cercando la mia valigia noto un signore distinto con cui scambio qualche sorriso e mentre ci troviamo in fila all’ufficio dell’aereoporto per sporgere l’ennesimo reclamo facciamo due chiacchiere e scopro essere un diplomatico, rappresentante della Banca Mondiale in missione umanitaria. Tralascio tutti i miei pregiudizi sul suddetto ente governativo e discuto del piu’ e del meno.

Dopo aver compilato l’ennesimo modulo io e gli altri studenti andiamo a Precision Air, la compagnia che ci sta facendo passare questo incubo e almeno incassiamo una piccola compensazione economica per quanto stiamo patendo. Mentre stiamo attendendo ritrovo Mr. Wolrd Bank (oramai lo abbiamo soprannominato cosi’) e intavoliamo un piccolo discorso sulla sua attivita’ qui alle Comore. Devo stargli simpatico, perche’ quando e’ il suo turno si avvicina all’addetto ed estrae il lasciapassare piu’ potente di qualunque visto voi possiate immaginare: il mitico passaporto diplomatico di colore blu con su scritto United Nations…

Molti dei rappresentanti di organizzazioni  internazionali come FAO, UNICEF, NATO, ONU, World Bank possiedono questo passaporto diplomatico, una sorta di “passe-partout” universale con cui puoi viaggiare in ogni luogo del mondo: non ti serve il visto, e hai sempre dei posti prenotati in business-class, pronti per essere usati dal funzionario di turno.

Alla vista di quel passaporto l’addetto sgrana gli occhi ed immediatamente si scrive il codice del bagaglio di Mr. World Bank che con un gesto della mano ci indica e l’impiegato viene verso di noi immediatamente scrivendo anche i nostri codici con la rassicurazione che giovedi’ arrivera’ il Boeing con tutti i bagagli arretrati.

Chiedo al nostro amico dalla carnagione pallida cosa abbia fatto e lui mi risponde che ha detto che sia il suo che i nostri bagagli sono fondamentali per una importante missione diplomatica. Speriamo bene…

lunedì 3 giugno 2013

Epoca...


Quest’anno sono alle Comore con ben tre studenti che dovranno fare la loro tesi in questo posto sotto la legge di Allah. Tra me e loro ci sono circa una decina di anni di differenza ed e’ sempre interessante sentire quali sono i pensieri, i desideri e i sogni di chi e’ piu’ giovane, ma senza giudicare, solo per ascoltare e vedere il passaggio inesorabile del tempo. Soprattutto quando uno degli studenti mentre ascolta la tua musica irrompe con questa frase: “Sono le canzoni che c’erano all’epoca dei miei genitori…”. Si avete letto proprio bene, ha detto epoca

domenica 2 giugno 2013

Battesimo


Nella religione cristiana il battesimo e’ il primo dei sette sacramenti, e direi il piu’ importante; la parola deriva dal greco e significa  "immergere nell'acqua" e in effetti il battesimo simboleggia il seppellimento dell'uomo "vecchio" e la rinascita dell'uomo nuovo dato che ci monda dal peccato originale e ci permette di essere accolti come Cristiani. Qui alle Comore, paese islamico, non si effettuano battesimi, ma c’e’ una cerimonia particolare che e’ un misto di antiche tradizioni tribali e religione, il Maulida’ e abbiamo avuto il privilegio di parteciparvi…

Veniamo presi da Artadji, il mio vecchio studente, che ci accompagna alla casa del suo parente e la prima immagine che vediamo e’ quella di una moltitudine di scarpe e ciabatte lasciate all’ingresso a cui aggiungiamo anche le nostre e veniamo accolti all’interno. La casa e’ affollata di persone sedute per terra in piccoli cerchi che recitano parti del corano in coro, un salmodiare ritmico e continuo che sembra quasi ipnotico, scandito da vari “Amin” (che credo sia il corrispettivo di “Amen” per i cristiani).

Terminata la cerimonia religiosa, avviene un rito d’iniziazione culinario. Sono portate delle enormi zuppiere colme di riso, delle piccole montagne ambulanti biancastre contornate di salse, spezie, erbe e carne che sono appoggiate nel centro dei piccoli cerchi e al segnale prestabilito tutti assieme affondiamo la mano dallo stesso enorme piatto e mangiamo, accolti ancora una volta all’interno dell’Africa…

sabato 1 giugno 2013

Probabilità…


La probabilita’ viene definita come il rapporto tra il numero dei casi in cui l'evento può verificarsi e il numero dei casi possibili, ovvero le nostre possibilita’ che un  avvenimento accada quando tutto viene determinato solo dal caso e noi possiamo solo osservare passivamente, un po’ come avviene durante una partita a dadi, in cui puoi solo tirare e osservare il risultato che la sorte ti regala.

Di fronte al caso gli esseri umani assumono gli atteggiamenti piu’ vari: preghiere, appelli ai santi, gesti scaramantici oppure totale indifferenza, ma in ogni caso credo che la sensazione dominante sia l’impotenza. Infatti per quante azioni di scongiuro cerchiamo di fare possiamo solo assistere agli eventi sperando che volgano a nostro favore.

Oggi sono arrivato all’aeroporto carico di speranza e confortato nel vedere che siamo in tanti ad attendere il nostro bagaglio. Dopo una lunga attesa finalmente entriamo, ma solo per accorgerci che la probabilita’ e’ contro di noi. Infatti con sommo scoramento vediamo solo il bagaglio di Sara mentre dei nostri nemmeno l’ombra. Dopo l’ennesimo reclamo decidiamo che per oggi e abbastanza e andiamo a comprare qualche indumento di ricambio…